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Processi artigianali della ceramica raccontati dagli artisti: dettagli raramente svelati dagli addetti ai lavori

📅 21 Agosto 2026✍️ di Valeria Migliorini⏱️ 4 min di lettura

Risposta breve: pezzi solidi e belli nascono da impasti maturi, asciugature lentissime, compressioni mirate e cotture con curve controllate. Di seguito, i passaggi che gli artisti rivelano solo a microfono spento.

Argille, chamotte e test preliminari

La scelta dell’impasto decide metà del risultato finale.

  • Mix su misura: terracotta per calore cromatico; gres per durezza; porcellana per traslucenza. Chamotte 10–25% per ridurre deformazioni.
  • Test dell’anello: una striscia arrotolata in anello segnala ritiro e plasticità. Crepe precoci? Serve più plasticità o chamotte più fine.
  • Barrette di prova: cottura a più temperature per vedere quando l’impasto “matura” senza collassare.

Stagionatura e reologia

L’impasto non si usa appena acquistato.

  • Riposo 2–4 settimane in sacchi umidi: migliora la lavorabilità.
  • Impastatura a spirale (spiral wedging): allinea le particelle e previene bolle d’aria.
  • Per colaggio: barbottina deflocculata con silicato di sodio, fluidità stabile e colate più pulite.

In sintesi: prima di modellare, si ottengono dati: ritiro, temperatura di maturazione, comportamento in essiccazione.

Tornio e modellazione: micro-gesti che salvano i pezzi

Gli artisti sottolineano tre gesti-chiave.

  1. Compressione del fondo: con spatola o dito, utile contro le S-cracks.
  2. Bordi compressi: rifinitura con pelle di camoscio; meno sbeccature dopo la cottura.
  3. Spessori coerenti: pareti 3–5 mm per tazze; 7–9 mm per vasi medi. Evita tensioni interne.

“La differenza tra un fondo piatto e una S-crack è 30 secondi di compressione in più”, ripete un torniante emiliano.

Asciugatura controllata

La fretta è il primo nemico.

  • Cappucci di carta: proteggono i bordi; asciugatura uniforme.
  • Ribaltamento: i vasi asciugano capovolti nella fase cuoio.
  • Ritmo graduale: dal 90% d’umidità al 50% in 24–48 ore per pezzi complessi.

In sintesi: meno stress termico e meccanico, meno fessure invisibili che si aprono in cottura.

Cottura: la curva che non si dice

Oltre alla temperatura massima, contano salite e soste.

  • Ramp-up dolce a 80–100 °C/ora fino a 200 °C: espelle l’acqua residua.
  • Passaggio al quarzo (circa 573 °C) con rampa ridotta: limita gli shock.
  • Sosta di maturazione 20–30 minuti al picco: uniforma il calore sulle masse.

Per la maiolica: biscotto a 960–980 °C, smaltatura, seconda cottura a 930–950 °C. Per il gres: 1220–1260 °C, con soak finale e raffreddamento lento per robustezza.

Due richiami tecnici utili:

  • Sinterizzazione: spiega la chiusura progressiva dei pori e la densificazione.
  • UNI EN 14411: classifica le piastrelle per assorbimento e resistenza, utile quando si destinano pezzi all’uso architettonico.
Fase Tempo Dettaglio segreto
Asciugatura 2–5 giorni Copertura differenziata di bordi e fondi
Biscotto 6–10 ore Sosta breve a 200–220 °C per acqua di cristallizzazione
Seconda cottura 6–8 ore Piccola pausa sotto il picco per smalti stabili

Smalti e superfici: misure, non magia

Qui gli artisti sono misurali come chimici.

  • Setacciatura: 80–120 mesh per sospensioni fluide e senza grumi.
  • Densità barbottina: 1,45–1,50 g/ml per immersione rapida e uniforme.
  • Prove a linea: strisce con dosi crescenti di fondente su biscotto; trovano la finestra utile senza colature.
  • Engobbi: uniformano il colore su impasti scuri, migliorano l’adesione dello smalto.

Trucchi anti-colature

  • Cera sul piede: barriera pulita; pulizia finale con spugna abrasiva fine.
  • Doppia immersione cronometrata: 1–2 secondi per lato, sormonto leggero.
  • Pistola a gravità per grandi superfici: passaggi incrociati, 20 cm di distanza.

“Uno smalto è una curva, non una ricetta”, mi disse un decoratore, fissando il pirometro più del quaderno.

In sintesi: controlli ripetibili battono il “colpo d’occhio”. Densità, setaccio e tempo sono il trittico vincente.

Giunzioni, manici e fondi stabili

I cedimenti arrivano qui.

  • Score & slip: rigature incrociate e barbottina dallo stesso impasto.
  • Compressione del manico alla giunzione, poi asciugatura con supporti in schiuma.
  • Piedi svasati o leggermente concavi: stabilità e meno contatti di smalto con la piastra.

Piccole riparazioni

Microfessure a cuoio? Engobbo addensato e compressione. Dopo biscotto, solo ritocchi minimi con stucchi ceramici dedicati.

Dai laboratori agli interni: scelte per spazi reali

Nel mio showroom di Modena ho imparato che tecnica e arredo si parlano.

  • Uso creativo delle piastrelle: tagli a secco per inserti su nicchie; finiture naturali per cucine calde.
  • Pezzi vintage rismaltati: dialogano con il gres contemporaneo, fili cromatici coerenti.
  • Zone umide: scegliere superfici a basso assorbimento, ispirandosi alle classi dell’UNI EN 14411.

In sintesi: in casa vince la combinazione: superfici tecniche dove serve, artigianale dove si vuole calore e racconto.

Errori comuni (e come evitarli)

  1. Asciugare al sole: provoca torsioni. Soluzione: ombra e circolo d’aria.
  2. Spessori irregolari: crepe in forno. Soluzione: calibrare al tornio e rifilare a cuoio.
  3. Smaltare su polvere: distacchi. Soluzione: spugna umida e soffio d’aria prima dell’immersione.
  4. Curva troppo rapida: bolle e pinholes. Soluzione: soste intermedie e raffreddamento lento.

Cosa controllare prima di cuocere

  • Fondo pulito da smalto entro 3–4 mm dal margine.
  • Codici di prova incisi sotto il pezzo per rintracciare la ricetta.
  • Carico omogeneo in forno: masse simili per piano, distanziatori puliti.

Conclusione operativa: prendersi tempo su impasto, asciugatura e curva termica vale più di qualsiasi trucco di finitura. È la base dei pezzi che durano e arredano.

Valeria Migliorini

Valeria Migliorini ha vissuto l’esperienza di aprire uno showroom di oggetti in ceramica nel centro storico di Modena. Oggi segue progetti di decorazione per appartamenti cittadini e borghi antichi, puntando sul recupero di pezzi vintage e l’uso creativo delle piastrelle decorative.